Saturday, January 31, 2009

as 10 coisas melhores do Brazil


queridos e queridas,
aqui vao as as 10 COISAS melhores do Brazil


1) caipivodka de maracuja



2) a areia que canta



3) biscoito globo salgado



4) couve



5) o verde



6) ~



7) a chuva quente



8) as parcerias



9) o amor eterno declarado no primeiro encontro



10) vcs

Saturday, January 17, 2009

"HEY YO SHIN KORE DO"


From the school of the Willow Heart: "The soft wins the hard''

Many centuries ago, there was a Japanese Doctor by the name of Shirobei Aiyama. He had studies many techniques of fighting of his time, and other techniques he had learned durning his trips to China where he studied traditional medicine and reanimation, with no success. Saddened by the lack of achievement he retired for 100 days to meditate in the temple of Daifazu to pray for the God Tayunin to help him to improve and bet better.

It happened one day, after a snow storm, that he observed that the weight of the snow had broken the branches of the strongest trees. His eyes then moved to a tree that was left intact: it was a willow tree, with extremely flexible branches.
Every time the snow threatened to break them, they would slightly bend, letting the snow slide down to the ground, and then get back into their normal shape.

Dalla scuola dello spirito del Salice Piangente: "Il morbido vince il duro"

Esisteva un tempo, molti secoli fa, un medico di nome Shirobei Akiyama. Egli aveva studiato le tecniche di combattimento del suo tempo, comprese altre tecniche che imparò durante i suoi viaggi in Cina compiuti per studiare la medicina tradizionale e i metodi di rianimazione, senza però ottenere il risultato sperato. Contrariato dal suo insuccesso, per cento giorni si ritirò in meditazione nel tempio di Daifazu a pregare il dio Tayunin affinché potesse migliorare.

Accadde che un giorno, durante un' abbondante nevicata, osservò che il peso della neve aveva spezzato i rami degli alberi più robusti che erano così rimasti spogli. Lo sguardo gli si posò allora su un albero che era rimasto intatto: era un salice, dai rami flessibili. Ogni volta che la neve minacciava di spezzarli, questi si flettevano lasciandola cadere riprendendo subito la primitiva posizione.